“Appuntamento alle dieci di mattina sulla piazza di Ovada. Stura e Orba confluiscono subito a valle della città che sorge su uno sperone terrazzato tra le due acque. Il suo nome, infatti, deriva da vadum, guado. Alla prima occhiata di chi, come noi, giunge a Ovada dalla strada di Alessandria-Asti, sfugge il perimetro irregolare della vastissima piazza, che è quella delle corriere, del mercato, delle stazioni di benzina: ma oggi deserta, nella mattina gelida, sotto un cielo chiuso e grigio. Eppure, scendendo dalla macchina, affacciandomi al parapetto dell’antico guado, e guardando verso i ripidi bricchi coperti da boschi e da vigneti che s’indovinano al di là, nella nebbia bassa, provo uno straordinario senso di sollievo, una giuliva certezza di ritrovare un’atmosfera aspra, montana, povera, indenne dagli eccessi consumistici. Capisco però che mi è difficile comunicare al lettore questa impressione, e il motivo è semplice: riferendo del mio lungo gironzolare tra Asti e Alba, ho evitato quasi sempre di affrontare direttamente i luoghi, le aziende, i personaggi di quegli eccessi: ne ho parlato solo per incidenza e per astratto, e mi sono sforzato di scegliere i miei incontri e di concentrare il mio interesse appunto nelle eccezioni artigianali o addirittura artistiche….”

Inizia così uno dei racconti di Mario Soldati tratto dal libro” Da leccarsi i baffi” edito da DeriveApprodi…
Un grande omaggio allo scrittore Torinese nato nel 1906, nel centenario della sua nascita.

Il libro:

“A cento anni dalla nascita di Mario Soldati, uno dei più grandi narratori italiani del Novecento, un’antologia che raccoglie scritti su vino, cibo, olio (e acqua), in un viaggio dentro l’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con una puntata in un ristorante italiano di Chicago. Un viaggio che dura decenni, ricco di aneddoti e di colore, costellato da una miriade di ritratti di vignaioli e di osti, attraverso paesaggi agresti che sembrano usciti da una tela del Quattrocento. Soldati ama l’umanità civile, semplice, operosa, che dalla terra tira fuori prodotti genuini.
Ama l’osteria col campo di bocce, il produttore di vino schietto, l’olivicultore che fa l’olio con le sue olive. Grande, affabile conversatore, Soldati mette il suo io al centro di brevi racconti e note, di flash diaristici e memorialistici, e facendo perno su quello ruota intorno lo sguardo curioso, accogliendo stuoli di personaggi famosi e ignoti: contadini principi operai industriali artisti. Attraverso la descrizione anche minuta di cibi e vini che quest’Italia variegata produce e consuma, i racconti di Soldati si rivelano uno straordinario reportage su un paese colto nel momento di trapasso verso la modernizzazione selvaggia del consumismo. Soldati, dietro il fumo del suo immancabile sigaro tenuto stretto tra i denti, da sotto i baffi sornioni, preferisce rischiararci con le testimonianze vive di un’Italia del gusto, materiale e intellettuale, che, anche se odora di passato, avrebbe tutta la forza di indicare un’alternativa per il futuro….”

Mario Soldati , cultore del buon mangiare e del buon bere, al vino dedica i tre volumi di Vino al vino-Ed. Oscar Mondadori 1981 (prima ed. Libri Illustrati Mondadori Editore, Milano, 1977)

Vi propongo un estratto da Vino al vino…Pura poesia..

Il Chianti e il Brunello

“Il Chianti, invecchiando, presenta fatalmente delle “disarmonie“: sono, probabilmente, la conseguenza della sua originaria mescolanza: come se, col tempo, tendesse a scomporsi negli aromi dei diversi vitigni da cui deriva. Il Brunello, invece, grazie all’integrità della propria razza, invecchiando migliora sempre. Il profumo è, nettamente, di lampone: chiudendo gli occhi, si ha la sensazione precisa di fiutare un bicchiere contenente un’acquavite di lampone, di quelle pregiatissime dei Vosgi: il sapore, poi, non ha, intendiamoci, proprio niente del lampone: è rotondo e giustamente amarognolo. Ho anche osservato che, facendo ruotare il bicchiere nel senso delle lancette dell’orologio, il profumo di lampone è molto più vivo che non facendo ruotare il bicchiere nel senso opposto. Non sono certo in grado di spiegare questo fenomeno, della cui autenticità posso garantire. Chiunque, del resto, può fare la prova. Avverto, però, che non tutte le bottiglie emanano lo stesso profumo. Sono i misteri del vino….”

Non vi resta che comprare il libro, anzi i libri!!
Buona lettura a tutti…