Anguilla ripiena di cavolo nero, millefoglie di patata dolce | © Sandra Salerno

Amo l’arte da sempre, in ogni sua forma ed espressione: scultura, pittura, fotografia. Quando scopro luoghi che mettono insieme tutte le mie grandi passioni, è una vera gioia.

Spazio 7 a Torino è quello che più si avvicina alla mia idea di ristorazione all’interno di un museo/galleria d’arte: grande modernità di espressione, attraversata da tocchi di classicismo, grazie alla sapiente creatività ed inventiva di Alessandro Mecca.
La cucina di Alessandro rispecchia fedelmente il luogo e trasferisce nei piatti la parte astratta delle opere della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: giochi di luci, colori e forme, consistenze differenti, cotto, crudo, croccante, amaro, sapido e dolce si fondono. Partendo dalle amuse bouche studiate dallo chef e dalla sua brigata, una su tutte la gelatina di peperone ripiena di tonno, che all’apparenza sembra un pomodoro.
O come l’anguilla ripiena di cavolo nero, con millefoglie di patata dolce, cipolla e il sapore agrumato del pompelmo, o la seppia ricci di mare e cime di rapa. Per me un bellissimo viaggio tra arte e cucina, un magico artificio.

Seppia, ricci di mare e cime di rapa | Alessandro Mecca

Ristorante, caffetteria, trattoria contemporanea, location per eventi: queste le anime che convivono a Spazio7, luogo di incontro tra la tradizione culinaria del territorio italiano e la naturale sperimentazione che nasce dall’essere parte integrante di uno dei centri più importanti dedicati all’arte contemporanea, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Alla guida del progetto, Emilio Re Rebaudengo, classe 1989, laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi Torino e Master in European Business tra Madrid e Londra.
Tornato a Torino, decide di mettere a frutto le sue competenze e dà vita a Spazio7, mantenendo il nome storico “Spazio”, dato al ristorante nel 2002, anno d’inaugurazione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a cui aggiunge il numero 7, in colore arancione. 7 è il numero porta fortuna che da sempre lo accompagna in tutte le sfide.

Oltre alla passione per l’arte, che è parte integrante della sua vita, è un grande amante dei viaggi, che gli permettono di scoprire nuovi luoghi, culture e cibi.
Spazio7 non solo vive all’interno di uno spazio d’arte contemporanea, ma è esso stesso arte contemporanea.

Al primo piano, il Ristorante – progettato e realizzato da Claudio Silvestrin, architetto dell’intero spazio espositivo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, celebre per aver ideato il Ristorante Oblix, situato all’interno del grattacielo londinese Shard firmato Renzo Piano, è caratterizzato da una sala principale rettangolare e accogliente.
Le pareti sobrie – di cui una in pietra di Lecce come la facciata esterna dell’edificio – e il pavimento in cemento fanno da sfondo ad un arredamento minimale, creando un’atmosfera contemporanea.

L’intervento dell’artista italiano Amedeo Martegani domina parte dell’ambiente con l’opera Senza Titolo, un wall painting a tre colori su carta da parati. Il lavoro ricopre due pareti ad angolo del locale e rappresenta una siepe vista di notte, con foglie isolate e brillanti che campeggiano su uno sfondo nero. Ad arricchire la sala, una serie di vasi multicromatici in silicone dell’artista biellese Alessandro Ciffo.
Integrazione, sperimentazione e contaminazione: sono queste le sfide quotidiane che affronta la brigata di cucina, guidata da Alessandro Mecca. Adattarsi al luogo in cui si opera, lasciandosi ispirare dal contesto da cui si è circondati, giocando con gli ingredienti, come fa un artista scelto per esporre in un centro d’arte contemporanea. Un gioco che nasce dall’essere curiosi e dal farsi stupire, che diverte se ha origine dal rispetto e dalla selezione delle materie prime, dalla conoscenza e dalla tutela delle tradizioni gastronomiche italiane. Un gioco che, senza mai perdere di vista disciplina e rigore della semplicità nella realizzazione delle portate, rende la cucina il luogo dove sognare rimanendo con i piedi per terra.

Risotto broccoli e sarde | Alessandro Mecca © Sandra Salerno

Alessandro Mecca, classe 1984, inizia la sua carriera nel ristorante di famiglia, “Crocetta” di Torino, dove impara le basi fondamentali del lavoro di un cuoco e scopre la passione per la cucina tradizionale italiana. Dal padre apprende la maniacale ossessione per la ricerca della materia prima, il rispetto del lavoro e dei rapporti interpersonali con fornitori e dipendenti. Nel suo curriculum figurano esperienze al ristorante Guido da Costigliole, Al Sorriso di Soriso e La Ciau del Tornavento a Treiso, fino all’esperienza al DOM di San Paolo con Alex Atala, uno dei maggiori esponenti della cucina contemporanea sudamericana. Gli ultimi tre anni li ha passati a Villanova d’Asti, all’Estate di San Martino.
Il ristorante propone, insieme ad una carta di piatti contemporanei, un menù della tradizione e uno a mano libera, a discrezione dello chef, composto da otto portate. Pane, pasta fresca e dolci sono rigorosamente fatti in casa.

Il prossimo 21 marzo la Francia organizza una delle più importanti manifestazioni gastronomiche mondiali, Goût de France/Good France (su iniziativa dello Chef francese Alain Ducasse in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri francese).
Anche Spazio 7 parteciperà a Goût de France, con uno speciale menù dedicato alla Francia, con vini in abbinamento:

Torchon di foie gras
Poulet de Bresse et pommes de terre fondantes
Selezione di formaggi francesi
Saint Honoré

Vini:

Bordeaux Blanc Chateau Peyruchet 2016
Cotes du Rhone Rouge Guigal 2013
Champagne Brut Premier Roederer

50 euro (vini esclusi)
90 euro (tre vini inclusi)

Per prenotazioni e informazioni
[email protected]
+390113797626

Via Modane, 20 – 10141 Torino
Ingresso anche da Via Millio, 15/B

Ristorante (primo piano)
Da Martedì a Sabato 19.30 – 22.30
Domenica 12.30 – 14.30; 19.30 – 22.30

© Sandra Salerno 2018