Iollarum Cascina Castlèt: il Nebbiolo tra storia e ceramica

Presentata a Vinitaly 2026 l’ultima sfida di Mariuccia Borio. Un vino “archeologico” che nasce dal recupero di uno stradario del 1428 e scommette sul connubio tra ceramica e legno.
C’è un filo sottile che lega la terra di Costigliole d’Asti al XV secolo, un legame che rischiava di restare sepolto tra le pagine ingiallite della storia se non fosse stato per un atto di “memoria attiva”. A Vinitaly 2026, Cascina Castlèt ha svelato Iollarum, un Monferrato Nebbiolo DOC che è molto più di una nuova etichetta: è il restauro liquido di un’identità territoriale.
Un nome ritrovato tra le pieghe del tempo
Il progetto affonda le radici in un documento del 1428. Durante il restauro di un antico stradario storico — operazione finanziata dall’azienda e oggi patrimonio del Comune di Costigliole — è riemerso il toponimo Iollarum. Era così che, sei secoli fa, veniva chiamata la zona che oggi ospita i filari di Nebbiolo di Mariuccia Borio.
«Iollarum nasce da un atto di responsabilità verso la nostra terra», spiega Mariuccia Borio. «Non è solo un vino, ma un gesto di restituzione. Il vino ha il compito straordinario di custodire la memoria e renderla viva per le nuove generazioni».
Una vocazione, quella del Nebbiolo in queste zone, che non è un’invenzione moderna: già nell’Ottocento il Marchese Asinari aveva intuito il potenziale di questi suoli, piantandovi il nobile vitigno piemontese accanto allo Chardonnay.
La Tecnica: l’equilibrio tra Ceramica e Rovere
Se il cuore di Iollarum è antico, la sua veste tecnica è decisamente contemporanea. L’enologo Giorgio Gozzelino ha disegnato un profilo stilistico che punta tutto su finezza ed eleganza, rifuggendo dalle estrazioni muscolari.
La vera particolarità risiede nell’affinamento di 12 mesi, giocato su una doppia anima (50/50):
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La Ceramica: utilizzata per preservare l’integrità del frutto, la freschezza e la tensione acida del vitigno.
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La Barrique di rovere francese: scelta per dare struttura, profondità e quella complessità terziaria che completa il sorso.
L’annata d’esordio è la 2023, figlia di una vigna di 1,5 ettari impiantata nel 2020. Una produzione di nicchia (6.000 bottiglie) destinata a crescere, ma che già oggi si distingue per un’identità precisa.
Un’etichetta che narra la storia
Anche l’occhio vuole la sua parte di narrazione. L’etichetta, curata da Marcello Pilone (Gruppo Leader), è un vortice di parole in latino tratte dal documento originale. Un segno grafico che richiama le mappe antiche e le stratificazioni del terreno, trasformando la bottiglia in un racconto visivo immediato.
Cascina Castlèt: avanguardia e sostenibilità
Con Iollarum, Cascina Castlèt aggiunge un tassello fondamentale a un mosaico che conta oltre trenta ettari di vigneto. Dalla Barbera (celebre il loro Passum) all’Uvalino, ogni vino di Mariuccia Borio è un frammento di storia locale. Una visione che cammina di pari passo con la sostenibilità, grazie all’uso di energia fotovoltaica e fitodepurazione, confermando che per guardare lontano bisogna avere i piedi ben piantati nella propria terra.
SCHEDA TECNICA IN BREVE
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Vino: Iollarum Monferrato Nebbiolo DOC
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Annata: 2023 (prima uscita)
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Affinamento: 12 mesi (50% ceramica, 50% barrique)
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Produzione: 6.000 bottiglie


