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    Iollarum Cascina Castlèt: il Nebbiolo tra storia e ceramica

    Presentata a Vinitaly 2026 l’ultima sfida di Mariuccia Borio. Un vino “archeologico” che nasce dal recupero di uno stradario del 1428 e scommette sul connubio tra ceramica e legno. C’è un filo sottile che lega la terra di Costigliole d’Asti al XV secolo, un legame che rischiava di restare sepolto tra le pagine ingiallite della storia se non fosse stato per un atto di “memoria attiva”. A Vinitaly 2026, Cascina Castlèt ha svelato Iollarum, un Monferrato Nebbiolo DOC che è molto più di una nuova etichetta: è il restauro liquido di un’identità territoriale. Un nome ritrovato tra le pieghe del tempo Il progetto affonda le radici in un documento del 1428. Durante il restauro di un antico stradario storico — operazione finanziata dall’azienda e oggi patrimonio del Comune di Costigliole — è riemerso il toponimo Iollarum. Era così che, sei secoli fa, veniva chiamata la zona che oggi ospita i filari di Nebbiolo di Mariuccia Borio. «Iollarum nasce da un atto di responsabilità verso la nostra terra», spiega Mariuccia Borio. «Non è solo un vino, ma un gesto di restituzione. Il vino ha il compito straordinario di custodire la memoria e renderla viva per le nuove generazioni». Una vocazione, quella…