Complici un amico, un libro e una piazzetta deliziosa circondata da case d’epoca e alberi ,la domenica è trascorsa sotto l’insegna di spezie e aromi di luoghi lontani..A dir la verità non mi aspettavo l’aria freddina, e nemmeno il tiepido sole di marzo è riuscito a scaldarmi…
Ma il thè alla menta e le persone gentili arrivate per l’occasione mi hanno scaldato molto più del sole…
A volte basta poco per far scattare la molla e da un consiglio, una ricetta, si arriva a parlare di luoghi lontani, tradizioni molto diverse dalle nostre che in realtà alla fine si assomigliano perchè servono ad uno scopo ben preciso: far conoscere diversi popoli, diverse nazioni e insegnar loro a vivere insieme in armonia…passando dalla cucina.

Questo pasticcino è tipico della cucina marocchina e assomiglia moltissimo al nostro amaretto.. più morbido nel cuore e leggermente profumato di acqua di fiori d’arancio, va servito alla fine del pasto con il the alla menta…

farina di mandorle kg 1
semolino grammi 200
uova 7
zucchero in granuli grammi 250
lievito per dolci grammi 7
limone non trattato 1- la scorza grattuggiata-
acqua di fiori d’arancio q.b.
zucchero a velo q.b.

Mescolate in una terrina le uova ,lo zucchero,il lievito e la scorza del limone. Aggiungete poco per volta la farina di mandorle e il semolino e lavorate il composto energicamente.
Inumiditevi le mani con l’acqua di fiori d’arancio e riprendete l’impasto, spianandolo su un piano da lavoro molto delicatamente.. formate delle palline.
Schiacciate leggermente le palline e appoggiatele su un altro piano cosparso di zucchero a velo..
A questo punto trasferitele su una teglia coperta di carta da forno leggermente oliata, con il lato zuccherato rivolto verso l’alto.
Cuocete in forno a 200° per circa 20/25 minuti.
Servite con the alla menta…

Il thè alla menta è stato servito in un Samovar marocchino (quello che vedete nella foto), con thè verde cinese, menta e zucchero marocchino… quest’ultimo è un meraviglioso blocco a forma di cono venduto nei mercati… qui a Torino abbiamo la fortuna d’avere un gran bel numero di gastronomie marocchine, situate per lo più nella zona di Porta Palazzo..
Il blocco va frantumato con il pestello di un mortaio e aggiunto al the e alla menta nel samovar.. Nella tradizione araba il thè viene bevuto a tutte le ore, e la cerimonia è tanto più formale e complessa quanto più si eleva il ceto sociale.. nelle famiglie benestanti viene acceso un braciere e fatto bruciare nello stesso legno di sandalo; vengono distribuite ai commensali coppette contenenti acqua tiepida con acqua di rose e petali, per lavarsi le dita.
E a questo punto che inizia la cerimonia del thè e vengono serviti i pasticcini. Il thè viene servito in bicchierini di vetro e non in tazze ( come usa da noi in occidente) per il semplice fatto che il vetro permette alla bevanda di raggiungere una temperatura più gradevole ed essere consumata quasi subito.

Il thè marocchino

thè verde cinese 1 cucchiaino e mezzo
menta una manciata di foglie fresche ( o secche)
zucchero -a gusto -(80/100 grammi)
acqua naturale 1 litro

scaldate la teiera mettetevi dentro le foglie di thè aggiungete un pò d’acqua calda e fate roteare all’interno.. buttate l’acqua facendo attenzione a non fare uscire le foglie del thè. Aggiungete menta e zucchero a gusto e circa 1 litro di acqua bollente e lasciate in infusione per circa 5 minuti.
A questo punto il thè può essere servito;eliminate le foglie di menta e versate nei bicchierini.
La tradizione vuole che il thè venga versato da una persona esperta, da una buona altezza(un pò come viene spillato il sidro)…
E vi assicuro che centrare i bicchierini non è per niente facile!

nota del 30 marzo 2007… con questo post partecipo all’evento MM #9:arabian nights ospitato da Meeta di What’s for lunch honey??