Amsterdam, i canali

La passione per l’arte c’è da sempre, da quando bambina pasticciavo sui fogli disegni strani, animali stilizzati. Poi la passione è stata alimentata alle scuole superiori, da un meraviglioso professore di storia dell’arte, Gualtiero Bianco che purtroppo ho saputo essere mancato a fine 2022 per una brutta malattia.
Per noi studenti è stato un vero faro, una luce che ha illuminato d’arte e bellezza cinque anni di Istituto Tecnico.
Quell’amore se ce l’hai dentro non passa mai, l’amore per le belle cose, gli oggetti, le forme, le sculture, i quadri.
Per le opere d’arte. I Grandi Classici.

Rembrandt è stato ed è uno dei miei grandi amori di gioventù e il Rijksmuseum una meta sognata per molto tempo. Organizzare un viaggio ad Amsterdam a 56 anni mi è sembrato alquanto strano. La mia prima volta.
A metà Gennaio, complice una fredda serata d’Inverno abbiamo deciso di acquistare i biglietti dell’aereo e prenotare l’hotel per il lungo ponte del 1° Maggio. Sembrava una data così distante. Poi come tutti i viaggi passa talmente veloce che non ti rendi conto ed è già ora di tornare a casa.

I Amsterdam city card

Per i viaggi uso quasi sempre booking.com per prenotare sia i voli che il pernottamento, ma se volete sbirciare su questo sito ci sono ottime soluzioni, per tutte le tasche. Devo dire che non me lo aspettavo ma si è rivelata una meta un po’ costosa nonostante abbia prenotato l’hotel con largo anticipo.
Prima di partire ho contattato l’Ente del Turismo di Amsterdam per avere un po’ di informazioni sulla città e i musei che ci ha gentilmente offerto la I amsterdam city card da 72 ore che ci ha permesso di viaggiare su tutti i mezzi pubblici (metro, bus, battelli e tram), noleggiare biciclette, oltre ad avere tantissime agevolazioni su prenotazioni di musei (70 musei sono gratuiti se disponete della card) e altre attività, tutte comprese e molte sono gratuite. Per approfondire l’argomento, se state pensando di organizzare un viaggio ad Amsterdam, potete visitare il sito I amsterdam, dove ho trovato tantissimi spunti utili per i nostri tre giorni in città, anche se avrei volentieri allungato il viaggio di almeno una settimana.
Vi consiglio di scaricare la app, super comoda ricca di informazioni utili, mappe e suggerimenti su cosa fare e vedere.
Mi sono innamorata di questa città cosmopolita, a misura d’uomo, civile, piena di giovani, ricca di storia e di cose da vedere ma anche da assaggiare!

Rembrandt House

Giovedì 2 Maggio, atterriamo alle 8:10, volo all’alba da Torino (alle 5 eravamo in aeroporto!) ma ne valeva la pena. Abbiamo trascorso una magnifica giornata, ricca di appuntamenti e di luoghi da visitare. Oltre al fatto che c’era un sole meraviglioso.
Prima tappa: la Casa Museo di Rembrandt, che vi consiglio di vedere assolutamente prima del Rijksmuseum per scoprire qualche segreto e dettagli in più sulla vita del pittore, uno dei Grandi Olandesi, artista di fama mondiale. Il museo è stato fondato nel 1911 e ha mantenuto intatti la maggior parte dei suppellettili, degli arredi originali. I quadri sono, ovviamente, tutte copie. Ma passeggiare per la cucina o la sala pittura del Grande Maestro è stata una bella emozione. Audio Guida all’ingresso gratuita, conviene approfittarne per godere appieno della visita.

Abbiamo passeggiato a piedi per raggiungere uno dei punti dove prendere i biglietti con la I amsterdam card per la crociera sui canali, approfittando anche del fatto che la giornata era davvero magnifica (foto di apertura). Scoprire la città dall’acqua, con il sole, è molto più romantico, non trovate?

Le tappe gastronomiche del nostro viaggio le ho prenotate con largo anticipo, diciamo circa un mese prima: sarà necessario accedere tramite mail al modulo prenotazione dei ristoranti (quasi tutti) e per alcuni verrà richiesto un acconto, che va da 25 a 30 euro per persona. Credo sia più che giusto, la trovo una questione di rispetto.
User Friendly la app Zenchef che vi darà l’opportunità di prenotare e tenere traccia dei pranzi/cene, fare ricerche approfondite.

Pranzi&Cene

Sea Palace, una Pagona sospesa sull’acqua, a due passi dalla Stazione Centrale.
Cucina cantonese, una vera esperienza da non perdere assolutamente. Come recita la Guida Michelin “un’avventura culinaria memorabile”.
Qui abbiamo ordinato la nostra prima (nella vita) Anatra laccata (Beijing Duck), un piatto favoloso, che da solo valeva il viaggio fino a Amsterdam. Ma fantastici anche i Dim Sum di gamberi al vapore, le ostriche al vapore con spezie e zenzero. Un vera culinary experience made in China. Vi sembrerà di aver viaggiato lontano solo guardandovi intorno, la location è davvero pazzesca.

Cafè Central Amsterdam
Un posticino davvero carino, un ex centrale di pompaggio che a metà dell’800 forniva l’acqua potabile ai cittadini di Amsterdam, location industriale, ci è piaciuta, un po’ fuori dalle rotte turistiche, frequentato molto dagli olandesi, un po’ meno dai turisti. Cucina di mare, con ostriche, granchi, frutti di mare ma anche piatti più tradizionali (locali) e qualche contaminazione internazionale. Non mancano mai le loro Frites (io le avrei mangiate anche a colazione). Qui trovate il menu così potete farvi un’idea. Buona carta dei vini, con proposte da tutta Europa, Italia compresa.

Rijks * Stella Michelin
Il Ristorante del Rijksmuseum è stata una vera scoperta. Lo abbiamo provato dopo la visita al museo, pranzo del 3 Maggio ed è stato ancora più emozionante, con negli occhi ancora le magnifiche tele. Un menu degustazione di 4 portate, dedicato alla mostra di Frans Hals (pittore quasi contemporaneo di Rembrandt, attivo durante il cosiddetto periodo d’oro della pittura olandese) a 65 Euro, disponibile fino al 9 Giugno. A mio parere un’esperienza che si può fare, per contenere i  costi, si può pensare di eliminare un paio di pranzi meno interessanti, questo ve lo consiglio senza ombra di dubbio. Il menu dedicato a Frans Hals è una vera retrospettiva dello chef che analizza alcune delle tele più famose e le traduce in opere da gustare. la cucina di Rijks è saldamente ancorata al territorio olandese con i prodotti e le materie prime utilizzate, ma si fa contaminare dalla moltitudine di spezie, ingredienti e sapori che in Olanda sono arrivati attraverso i secoli. Una cucina moderna e gustosa, divertente, buona, con le giuste contaminazioni.

Petit Péché un piccolo peccato a West Amsterdam, fratello minore di Cafè Beurre
Spesso per le mie tappe gastronomiche inizio mesi prima a fare scouting su Instagram. A volte scarto quasi subito i luoghi che non mi attraggono o non hanno un certo fascino. Non è il caso di Petit Péché, che tradotto dal francese significa ‘piccolo peccato’. Che noi ovviamente non ci siamo lasciati sfuggire. Atmosfera da speak easy, in una ex caffetteria che ora è un ristorante, un minuscolo ristorante dalle potenzialità davvero interessanti. Un lungo bancone, gli chef che lavorano a vista. Solo tre tavoli in fondo alla sala. Un menu snello, interessante, pochi piatti ben costruiti, che i ragazzi raccontano a tavola. Golosi stuzzichini (in carta tre e li abbiamo assaggiati tutti), poi alcune portate principali, con la filosofia della condivisione. Il menu cambia sovente a seconda della spesa e della materia prima che riescono a reperire.

Tour Gastronomico
Vi consiglio di programmare un tour gastronomico a De Pijp: seguendo il link potrete acquistare i biglietti per una gustosa passeggiata gastronomica attraverso uno dei quartieri più divertenti di Amsterdam.

Non sto a raccontarvi la magnifica esperienza al Rijksmuseum, perché l’ho agognato per tanti anni. La mostra dedicata a Frans Hals è davvero bellissima e se avete in programma un viaggio in Olanda prima del 9 Giugno consiglio di prenotare i biglietti. Considerate che i ragazzi fino a 19 anni non pagano l’ingresso al museo.

The Night Watch- Rembrandt

La Lattaia- Johannes Vermeer

Sono rimasta senza parole davanti a ‘La Ronda di notte’ -The Night watch– una tela immensa, magica e così potente da far venire i brividi. Per la mia prima volta qui ho esplorato palmo a palmo tutto il secondo piano e se non avessimo avuto la prenotazione al ristorante avrei ricominciato da capo. Semplicemente magnifico. Vermeer, Rembrandt, Van Gogh, ma non solo.

Image from Mirte Vreemann

Ma Amsterdam nasconde degli angoli preziosi, piccole gemme che vale la pena esplorare.

Ringrazio l’Ente del Turismo di Amsterdam per le preziose informazioni e per averci omaggiato delle I amsterdam card (valide 72 ore).

Rembrandt House [particolare]

Rembrandt House [particolare]

Rembrandt House [particolare]

 

L’ultimo giorno siamo stati al Moco Museum, il Museo Indipendente di Arte Moderna e Contemporanea che ha sede ad Amsterdam e Barcellona, presto anche a Londra.
Il Moco Museum è un museo indipendente che accoglie un’ampia gamma di opere d’ispirazione moderna, contemporanea e di street art. Le due sedi del Moco si trovano ad Amsterdam (Paesi Bassi) e Barcellona (Spagna). La collezione del Moco include opere di Banksy, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Damien Hirst, KAWS, Jeff Koons, Yayoi Kusama, Andy Warhol.

Non un lungo viaggio ma un viaggio intenso, che mi ha dato modo di conoscere ed esplorare per qualche giorno una città davvero interessante, ricca di spunti e stimoli. Sicuramente torneremo perché ci sono ancora luoghi da scoprire (e vorrei rivedere Rotterdam ) e piatti da assaggiare. E non ascoltate chi vi dice che ad Amsterdam si mangia male. Non è assolutamente vero! Basta scegliere i posti giusti.