Logo food or design

E’ buono da mangiare quello che è buono da pensare”, scrive l’antropologo americano Marvin Harris, illustre studioso delle culture alimentari.

Non occorre scomodare grandi menti che si occupano di alimentazione e cibo per prendere atto che il gusto è tutta una questione cerebrale che va oltre al concetto di sapore. Oggi il cibo non è più semplice nutrimento, ma assume una funzione complessa che invade i cinque sensi, primo fra tutti la vista. Spesso e volentieri mi sono chiesta se la percezione del sapore di un cibo può essere influenzata dalla sua composizione… ma allora il cibo è più una questione di gusto o di forma? Le provocazioni di alcuni designer da un lato e l’intervento di grandi chef nel processo progettuale dall’altro hanno dato vita a una nuova disciplina sviluppatasi recentemente: il food design.
Non è più solo una questione di gusto, oggi i cibi devono essere esteticamente appetibili, altamente caratterizzanti e piacevoli da mangiare.
Il food design porta con sé l’elaborazione creativa dei prodotti alimentari, unendo funzionalità, look estetico e originalità delle forme con il solo obiettivo di regalare un’esperienza piacevole da ricordare…
Adoro l’architettura, i volumi, gli spazi, i colori e soprattutto mi piace constatare come la forma sia sempre in continua evoluzione.
Come l’architetto progetta un edificio, i food designer e gli chef collaborano per la progettazione dei loro piatti, ma la finalità è la stessa… garantire un’emozione nel rispetto della materia… La cultura alimentare si sta evolvendo a tal punto che non possiamo più parlare di antropologia dell’alimentazione ma di antropoformia: è la forma del gusto che sta cambiando.

Anche un piatto banale può acquistare valore se presentato con ironia giocosa. Il segreto sta proprio nel presentare gli alimenti scomposti e ricomposti separatamente sotto diverse forme e consistenze. Stratificazione e accumulazione sono concetti importanti nella visione degli spazi compositivi e dei volumi. Facciamo finta che il nostro piatto diventi una tela e noi, con i nostri “materiali”colorati, dei pittori contemporanei.
Micaela Ballario

Ho conosciuto Micaela lo scorso anno ad una delle cene organizzate da Nicola Batavia durante la terza rassegna del Gusto del territorio, e dopo aver chiaccherato fitto fitto tutta la sera, ci siamo dette perchè non iniziare una bella collaborazione, tutta al femminile che parli di cibo, ma non solo di cibo?? Detto fatto!!! E così inauguriamo una rubrica al femminile sul food design

Micaela si occuperà di gestire la parte tecnico/teorica e a me toccherà il compito di preparare ogni settimana un piatto diverso..il tutto corredato da disegni esplicativi e foto.. sulle ultime non posso garantire al 100% !!! ;-D

Nota:Micaela Ballario è una giovane professoressa saviglianese, si è laureata al Politecnico di Torino ed ha basato la sua tesi proprio sul Food Design...

Ciao profia!!