Non so fino a che punto sia un bene o un male avere “uno chef per amico”
Frequentare la cucina di uno “chef stellato” è un gran privilegio perchè se il cuoco in questione oltre a “cucinare” ti fa partecipe dell’idea, del progetto e della “costruzione” di uno dei suoi piatti, ne discute con te durante il viaggio di ritorno da Milano, in mezzo alla nebbia…l’immaginazione inizia a galoppare e pensi.. “ma fino ad oggi dove ho vissuto”… Forse su Marte!!

La mia mia prospettiva riguardo alle arti culinarie sta radicalmente cambiando, e questo grazie anche a lui…
Perchè sto in bilico tra il sacro e il profano della tradizione e dell’avaguardia della cucina così detta creativa….
La rivoluzione in campo gastronomico sta in mano alle nuove leve, ma anche alle “vecchie”…

E ieri a Identità Golose di Paolo Marchi ne abbiamo avuto la prova..

Un francese talentuoso come Pascal Barbot ( Chef de ASTRANCE ) che ha saputo integrare l’alta scuola francese all’esperienza raccolta negli innumerevoli viaggi attraverso il mondo, ed in particolar modo l’oriente, e che sa “mischiare”il miso ( per tradizione ingrediente della cucina macrobiotica ed orientale) alle melanzane , al cioccolato ed al peperoncino….
La sua cucina rappresenta “la punta dell’iceberg” della Nouvelle Cousine francese, ma potrebbe essere a mio avviso un’ondata europea….

Ma al contempo e ancora saldamente in mano a personaggi come Fulvio Pierangelini (Chef Stellato, del Gambero Rosso di San Vincenzo) che ha trasformato un “errore” quale il voler nutrire le galline livornesi, tipiche della sua terra con il latte delle capre e delle pecore , per rendere la carne più tenera ( guardando oltralpe ai polli di brest) e dall’errore nasce… il suo UOVO che è come lo definisce Pierangelini un Pensiero semplice

E questo è il ritorno alla “tradizione contadina” tanto amato da Carlin Petrini, perchè , cito testualmente ” l’ausilio dei cuochi alle comunità rurali è immenso”…

Non esaminerò tutti gli chef relatori di ieri, perchè non sono in grado di “raccontare” tecnicamente ciò che le “stelle” della cucina internazionale ci hanno mostrato nella prima giornata di congresso…


( Moreno Cedroni & Alberto Cauzzi )

Ma ciò che vi racconto sono le mie sensazioni, le mie identità golose, come Paolo Marchi le ha ben definite, battezzando così la prima rassegna nel 2005..
Perchè in definitiva la sensazione che ognuno di noi ha avuto di queste “cook star” è molto soggettiva… C’è chi ama Pierangelini, ma non ammette l’estro, l’avanguardia, e la creatività di personaggi come Ferran Adrià… E viceversa…
Io ammetto da “profana” l’uno e l’altro perchè sono per definizione una spugna che assorbe tutto quello che le capita di sentire, vedere, toccare assaporare e sperimentare…Assaggio e poi giudico.Ma non giudico mai prima.
Fin da bambina non ho mai avuto remore nel provare “cibi” strani…sono quella che per definione è chiamata “una buona forchetta”da sempre…
E sono sicura che non ci penserei su nemmeno un secondo se mi dicessero che ho un tavolo prenotato da Adrià …
Partirei per Roses all’istante!!

Averlo ascoltato ieri per un’ora è stata una vera esperienza..
E non oso immaginare cosa poteva essere poter preparare cena per lui ( esperienza che è capitata ad un amico chef, ieri sera…qualche ora di panico da prestazione immagino e poi nella mischia, vero Nico???)

Nel pomeriggio la sala di Palazzo Mezzanotte era gremita di congressisti..E forse per il dopo Adrià sarebbe stato meglio spostare il suo intervento prima di pranzo, per evitare poi agli altri relatori l’effetto “influenza aviaria”..Sala vuota e sbadigli incessanti… Non molto carino, da parte di chi si è presentato per “ascoltare” il catalano, e basta…

Adrià è stato tradotto per l’occasione da uno Chef che è già una grande promessa nel panorama della “nuova” cucina italiana( un bravissimo chef a mio parere, che ho avuto il piacere di conoscere da Nicola Batavia quest’autunno) e che sarà di nuovo a fianco del maestro catalano… Terry Giacomello…giovane talentuoso friulano…Bravo Terry!! ti seguiremo…. Anche laggiù!

Per chiudere il mio breve racconto vi allego una carrellata di fotografie della giornata trascorsa a Palazzo Mezzanotte…

E lancio una pazza proposta a Paolo Marchi per il prossimo anno…
Una cucina “dentro il salone” fatta da foodblogger, che si divertono a preparare qualche “manicaretto” per la platea di ascoltatori golosi, così giusto per dare un impronta diversa a queste Identità Golose!! Nulla togliendo ai grandi … mi raccomando!!! ;-)

D’altronde ci sarà un motivo se qualcuno mi chiama…MATTA!!!

Ciccio Sultano e…Barbara!!

La pausa “Cibo &…”

Nicola Batavia,Lorenzo di Pianogrillo e la Cuoca Petulante!

Sweet Vanilla…

E per chiudere un incontro inaspettato….Un tocco di zenzero meet..Il gastronomo riluttante!!

Grazie a Paolo Marchi per la sua disponibilità…e come direbbe Lorenzo, a presto rivederci..;-)