La cucina vegetale integrale di Antonio Chiodi Latini

Finocchi e limone- Chiodi Latini New Food

Finocchi e limone- Chiodi Latini New Food

La cucina vegana è diventata una moda. È un dato di fatto. O almeno da queste parti pare che se in carta hai alcuni piatti a base vegetale (ortaggi, verdure, frutta) puoi spacciare il tuo ristorante per vegano. A Torino ho assaggiato alcuni piatti nei locali vegani, quelli che vanno per la maggiore. Diciamo che se avessi mangiato calce e cannella forse il dessert avrebbe avuto più sapore.
Poi ci sono chef che invece prima di improvvisarsi in nuovi campi, senza aver diciamo approfondito l’argomento, dedicano anni allo studio di filosofie antiche e nuovi trend e, dopo aver fatto parecchia pratica, decidono di raccontare il risultato di questi studi. Questo è il caso di Antonio Chiodi Latini e del suo Chiodi Latini New Food, aperto a Torino il 6 Maggio scorso.

La rossa francese Chiodi Latini New Food

La rossa francese Chiodi Latini New Food

Pane e pomodoro Chiodi Latini New Food

Pane e pomodoro Chiodi Latini New Food

Diciamo che negli ultimi anni di ristoranti e di cucina ne ho assaggiato un discreto quantitativo, in Italia e in giro per il mondo. Spesso quello che manca in certi locali, in certi ristoranti, anche i più semplici, è il rispetto per la materia prima. Questo non è il caso di Chiodi Latini, che per certi versi la materia prima la venera, la ossequia, la sublima, con cotture brevi, con marinature, la separa in piccoli pezzi con minuziosa attenzione, per poi unirli quasi a formare un nuovo e più importante puzzle, le verdure e gli ortaggi prendono nuove forme e sapori, che in un certo senso non ti aspetti. Come per la Cipolla di Tropea, dove lo chef usa tutto ma proprio tutto di questa nobile liliacea, anche la buccia, per trasformarla in un aria dolce e soffice, da accompagnare alla polpa succosa e tenera. Così dolce da chiamarla semplicemente Cipolla Dolce.

Cipolla dolce Chiodi Latini New Food

Cipolla dolce Chiodi Latini New Food

Le basse temperature, il gioco tra caldo e freddo, e le varie consistenze che lo chef riesce a trasmettere alle verdure e alla frutta sono sorprendenti.
Il primo piatto, La rossa Francese, sembra composto con sfoglie di riso all’orientale, con un ripieno voluttuoso, che ti sembra di mangiare tutto tranne che verdure. Come molti le definirebbero: solo verdure. Ed il gioco è proprio lì, nel sapere raccontare, interpretare, il mondo vegetale, con profondo rispetto e sapienza, quella conoscenza che in molti al giorno d’oggi non possiedono, ma fanno finta di… con supponenza e altezzosità. Lo chef Chiodi Latini invece è davanti ai vostri occhi, a due passi da voi per raccontare, spiegare, raccogliere sensazioni, consigli e opinioni sui suoi piatti. La barriera è abbattuta, la cucina non solo è a vista, la cucina diventa la sala e viceversa. L’ospite è il protagonista, assieme alla brigata, di questo viaggio sensoriale a 360° nel mondo vegetale. Per questo non mi sento di chiamarlo ristorante vegano. Perché Chiodi Latini New Food è molto più che un ristorante vegano.

Orecchiette e cime di rapa Chiodi Latini New Food

Orecchiette e cime di rapa Chiodi Latini New Food

orecchiette fatte a mano Chiodi Latini New Food

La nostra degustazione, 9 piatti dal menù, che potete comporre a vostro piacere o far comporre allo chef.
La base è TERRA, 3 piatti a 35 €, poi c’è ARIA a 45 € con 5 piatti e FUOCO, 7 piatti a € 55. Abbinamento con vini naturali e biodinamici oppure con succhi estratti o the in infusione fredda, per un percorso sensoriale completo e unico.
Il ristorante sarà aperto per tutta l’estate, chiusura settimanale il lunedì e martedì. Ferragosto aperti e breve pausa estiva dal 16 al 23/08.

Potete prenotare la vostra vegetables experience ai numeri 3203258949 3480837442.
Chiodi Latini New Food
Strada Val Pattonera 138 | Torino

Insalata mista Chiodi Latini New Food

Insalata mista Chiodi Latini New Food

2 thoughts on “La cucina vegetale integrale di Antonio Chiodi Latini

  1. Cucina vegana o vegetale non significa purtroppo per forza buono o fantasioso, così come non lo significa la cucina onnivora (parlo da ex onnivora che ha, ai tempi, mangiato in giro diverse schifezze).
    Una moda lo sarà per alcuni, che oggi sono o cucinano vegano, così come domani saranno di sinistra invece che di destra come fino a qualche mese prima.
    La capacità viene fuori proprio quando non vuoi più usare certi ingredienti, come uova, formaggi e altri derivati, spesso usati per mascherare pessimi piatti.
    È una cucina che richiede ottime materie prime, tempo e voglia, ma spesso regala piatti sublimi anche se non sono impiattati o destrutturati come quelli dell’articolo. Anche senza spendere cifre senza senso.
    Sarei curiosa di sapere in quali ristoranti ha provato dei dolci così deludenti, da estremamente golosa ne ho mangiati di stupendi.

  2. Ciao Monica, posso condividere in parte il tuo ragionamento, ma è realtà che molti locali propinino pessima cucina.
    Il mio brutto ricordo di un dolce ‘vegano’ è di circa 3 anni fa in un ristorante di Torino, tra quelli più frequentati. Non sono solita fare cattiva pubblicità: mi limito a non andarci più.

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