Un Tocco di Zenzero

« Precedente | Home | Successivo »

Hot summer o cosa mangiare a 33°: la cruda de La Granda

By Sandra | luglio 8, 2009

Cruda La Granda

A ridaje! Non se ne può più :(( vorrei stare su un ghiacciaio, a quota 3000 mt! Il problema è che con questo caldo non si trova nemmeno un bel ghiacciaio degno di questo nome, uff. Solo pietre e qualche erbetta secca, ecco che trovo.

Purtroppo il caldo ammazza qualsiasi velleità culinaria e le uniche cose che riesco a preparare sono: tartare di pesce, carpaccio (carne/pesce) carne cruda ed insalata. Più frutta fresca (rigorosamente fuori pasto) tanta verdura cruda (piccola insalata nel prossimo post) e yogurt+frutta o confettura a colazione. Nemmeno le centrifughe preparo: troppa fatica e troppo caldo il motorino del Ken :(((
Così, senza esagerare con proteine animali, almeno una volta alla settimana dirigo il mio interesse verso il reparto carne di eataly. Obiettivo? La carne cruda de La Granda, presidio Slow Food.

Qui di seguito il testo integrale della filosofia che regolamenta il lavoro degli allevatori, tratta dal sito.

La Granda” è un’associazione di allevatori nata circa cinque anni fa. I quali con l’aiuto e la regia del dott. Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese e dall’ insegnamento del suo fondatore, il dott. Francesco Delfino. Qui, all’interno del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per tentare di dar forma ad un nuovo progetto, capitanato in prima persona proprio da loro stessi. Consapevoli delle molteplici differenziazioni che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de La Granda si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che ormai, da qualche anno, é diventato una realtà commerciale tutt’altro che trascurabile. Partendo da uno standard produttivo già elevato, gli allevatori della razza bovina Piemontese, hanno cercato di coagulare nel progetto “La Granda” le esperienze trascorse all interno del Consorzio: una nuova idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al gusto stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto, la voglia di compiere un grande salto di qualità all’interno del mondo zootecnico-alimentare bisognoso di diversificazioni. Lontani dal patetico tentativo di intralciare il cammino e di competere con la grande distribuzione, gli allevatori de La Granda hanno voluto rivolgersi ad una fetta di mercato più attenta, quella che aveva l’esigenza di conoscere l’identità non solo di razza ma anche di modello produttivo della carne, prodotto indistinto da sempre. In parole povere, conoscere la provenienza ma, soprattutto, il tipo di alimentazione dell’animale. Il successo dell’ultimo anno ha premiato le scelte dell’associazione, segno tangibile che “l’altro” consumatore esiste e che in generale anche per la carne si è disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi un po’ di più. Una ventina di allevatori non rappresenta certo l’intero mondo della Piemontese, ma una sua differenziazione’ sì. Per la prima volta è stata “La Granda” a mettere dei paletti: la carne c’è, il prezzo è il risultato di un accordo con i macellai e i consumatori: entrambi disposti a spendere un po’ di più per avere un prodotto di alta qualità. Al di fuori’ delle tutele istituzionali, “La Granda” ha voluto riscoprire e rivalorizzare, sia nel momento della commercializzazione che in quello delle relazioni esterne, il ruolo dell’allevatore-produttore. Lui solo, padrone del suo prodotto, è in grado di andare alla ricerca di un diverso tipo di consumatore, di presentarsi, confrontarsi con altre realtà produttive. Anche con chi, a causa degli ultimi fatti di cronaca, nutre legittime diffidenze verso il prodotto carne, per dare finalmente volto ad un mondo produttivo che sino ad oggi ha penalizzato consumatori e produttori, premiando unicamente l’anello intermedio della catena.

Credo che il Piemonte sia una delle regioni dove vi è maggior consumo di carne cruda. Mi piacerebbe fare un sondaggio e capire se anche dalle vostre parti la carne cruda rientra nella dieta quotidiana (anche se non consumata tutti i giorni, ci mancherebbe!)

La ricetta è presto fatta: circa 120/150 grammi di carne per persona, se avete pazienza di batterla al coltello, acquistate un pezzo di coscia dal macellaio. Altrimenti fatevela preparare al momento. Tritata non è per niente la stessa cosa. Il condimento per eccellenza qui in Piemonte è questo: olio e.v. di oliva di ottima qualità, sale, un pizzico di pepe. Stop. Niente limone, please! Al massimo per dare un tocco diverso aggiungo all’ultimo del cipollotto fresco e qualche germoglio di senape (se riuscite a trovarli).
Nella foto che ritrae il piatto, la mia carne è stata contaminata da un cucchiaino di senape di Dijon. Unica eccezione!

Topics: Cucina piemontese, Secondi piatti, Slowfood | 22 Degustazioni »

22 Responses to “Hot summer o cosa mangiare a 33°: la cruda de La Granda”

  1. lydia ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 08:58

    A Napoli direi proprio che non si consuma carne cruda, non fa parte della nostra tradizione.
    Prima di conoscere altre cucine ed altre culture mi sembrava quasi un rito cannibale.

    Non c’entra nulla, ma quel piatto lilla mi piace da morire!!!

  2. elisakitty ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 09:27

    Bellissima la tua tartare, la scelta di una carne di prima qualità è fondamentale in questo caso.
    Un caro saluto…
    Ti scrivo poco ma ti leggo sempre mia cara!

  3. Fiordilatte ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 09:35

    Io non faccio testo perché sono piemontese…ma la carne cruda l’adoro e la mangio spesso. Noi la condiamo con olio evo, sale e uno spicchio d’aglio, niente pepe… forse un po’ pesantuccia per l’alito :)

  4. Kali ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 11:24

    In toscana l’utilizzo di carne cruda è paragonabile a mio avviso a quello del piemonte… quello che noi chiamiamo carpaccio voi lo chiamate albese ma alla fine è la stessa cosa… la tartare viene fatta anche qua… oltre al fatto che la “Fiorentina” è rigorosamente croccante fuori ma cruda dentro :)

  5. Dada ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 11:34

    Che fortuna poter trovare una carne cosi’ buona!
    In famiglia non si usa tanto la carne cruda, ma a Parigi puoi immaginare tartare a go go!! A me piace, come dici è rinfrescante, ha un sapore diverso più delicato. Mi sa’ che devo venire a fare un salto in Piemonte :-). Baci e buona giornata

  6. elisabetta ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 11:35

    A Mestre la trovo (!!!) e ogni tanto me la concedo :D
    mi piace con il tocco di senape!

  7. Pippi ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 11:47

    A me la carne cruda piace molto ma non mi azzardo troppo a prepararla perchè non mi fido un granchè….. tu comunque consigli di tagliarla a coltello……..bisogna provvedere….l’idea del cipollotto fresco mi piace anche perchè nell’orto ne ho in abbondanza…… anche la senape però mi piace….. via devo riuscire a trovare una carne degna di essere mangiata cruda!!!!!!!
    un bacione Pippi

  8. fra ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 11:54

    Che buonaaaa!!! hai ragione anche io sono in stop culinario, praticamente vivo di verdura e frutta cruda
    Un bacione
    fra

  9. Konstantina ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 12:48

    In Grecia non esiste proprio mangiare la carne cruda…pure le braciole al ristorante, di solito te le portano stracotte, non esiste la mentalità della carne “al sangue”…Anche io all’inizio ho avuto qualche problemino ad abituarmi a questi riti cannibali come dice Lydia, ma ora posso dire che me la cavo abbastanza bene;))

  10. Lisa ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 13:26

    Che bel blog e che foto meravigliose!!! Complimentissimi!!! Lisa

  11. Elena ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 14:28

    Anch’io sono piemontese e quindi non faccio testo ma la carne cruda l’A-DO-RO, specie se coperta da una bella grattatina di trifula bianca! ;)

  12. Giò ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 14:38

    ecco..una delle poche cose che non mangio è proprio la carne cruda..non ce la faccio proprio!

  13. Daphne ha scritto:
    luglio 8th, 2009 at 15:49

    Io direi che anche se il caldo non lascia libero sfogo alla tua cucina…la carne cruda è ottima!Mi piace molto ed è un piatto fresco fresco che ci sta tutto! :))

  14. Daphne ha scritto:
    luglio 9th, 2009 at 15:31

    Ciao!Se va bene ti lascio il link della mia ricetta per il contest estivo :)
    Prima di pronunciarmi aspetto che tu mi dica se va bene :)

    http://metamorfosirosa.blogspot.com/2009/07/un-isola-felice.html

    ^_^

  15. Consy ha scritto:
    luglio 9th, 2009 at 16:52

    Uhmmmmm che bontà!!!

  16. astrofiammante ha scritto:
    luglio 10th, 2009 at 21:43

    qui il caldo..il vero caldo.. latita, ma comunque io con tutto ciò che è crudo faccio resistenza …invece c’è chi apprezzerebbe!!

  17. Marta ha scritto:
    luglio 12th, 2009 at 00:17

    Complementi per essere scelta da Ilva per il Top 10 Italian Blogs!!! Ti lo meriti!!!
    Non vedo problema nessuno con la carne cruda per quest’estate calda!

  18. Sandra ha scritto:
    luglio 12th, 2009 at 23:48

    grazie a tutti!
    ma come ci aspettavamo è arrivato il caldo, ancora peggio della scorsa settimana. E non oso pensare a quello che ci aspetta :(((
    Vedo che la carne cruda è amata e odiata. Molto consumata al nord, quasi a 0 al sud.
    Grazie per aver risposto al mini sondaggio
    Notte a tutti a domani
    :))

  19. Sandra ha scritto:
    luglio 13th, 2009 at 00:01

    @Marta, grazie per i comolimenti! Ilva è una cara amica e ha stilato davvero una bella classifica
    ;-))

  20. Christian ha scritto:
    luglio 31st, 2009 at 12:29

    mi piace molto la carne cruda. ovviamente dev’essere freschissima e di qualità. a breve ho un matrimonio di amici, tra gli antipasti è prevista. speriamo piaccia a tutti!

  21. Sandra ha scritto:
    agosto 4th, 2009 at 15:11

    Christian, un sicuro successo ne sono convinta!:-))

  22. Arizumi ha scritto:
    agosto 7th, 2009 at 11:07

    come spesso succede il nostro territorio offre prodotti che ricerchiamo all’estero. nel sannio e’ da tempo ormai che si produce un ottimo sidro “il sidro del sannio” dell’azienda baldino

    ottimo davvero ;)

Comments