Rigatini di farro con piccadilly, friggitelli sgombro affumicato e conciato romano

Rigatini di farro con piccadilly, friggitelli, sgombro affumicato e conciato romano

La pasta d’Estate. Personalmente la preferisco nella versione classica, ovvero calda. Non amo molto le insalate di pasta, come non mi piacciono le insalate di riso. Al massimo, la mia versione estrema di pasta in insalata è nell’ordine: scolare, tuffarla in una boule dove ho già preparato pomodorini crudi spaccati con le mani, olio e.v. di oliva e mozzarella a cubetti. Mescolo il tutto velocemente e servo.
Ecco: la versione estiva della pasta tiepida in casa nostra è questa.

Il farro mi piace moltissimo, per la sua consistenza, per il sapore caratteristico, per la versatilità: si abbina bene sia a condimenti più complessi, d’inverno magari con un sugo di funghi e salsiccia e d’estate con verdure e pesce. Oggi ad esempio ho scelto lo sgombro, con pomodorini e friggitelli che adoro! E ho azzardato una grattata minima di Conciato Romano, visto che è un formaggio dal carattere molto forte, perà secondo me un pizzico alla fine ci sta bene, senza esagerare ovviamente.
Del Conciato Romano ne ho parlato anche nel libro, raccontando la storia di Manuel Lombardi e della sua azienda Le Campestre.

Formaggio ovino antichissimo – il Conciato romano – è sopravvissuto all’estinzione grazie alla famiglia Lombardi, che continua a produrlo nel piccolo comune di Castel di Sasso, il cui nucleo originario è abbarbicato su uno sperone roccioso, a strapiombo sulla vallata. Le altre frazioni sono formate da gruppetti di case sparse. Nel sito di Buonomini, tra pascoli e orti, si trova l’azienda agrituristica Le Campestre, della famiglia Lombardi. Il Conciato romano, un prodotto unico e che non potrete trovare da nessun altra parte, è reso speciale dal fieno che mangiano le pecore, dalle erbe aromatiche e dal timo che trovano al pascolo. Mia nonna materna era solita dire della cucina «quello che ci metti, ci trovi». Per certi prodotti è lo stesso: l’unicità, la tipicità la fanno il territorio. La famosa biodiversità. Pare che le prime produzioni di questo formaggio risalgano all’epoca dei Sanniti, e la sua produzione si tramanda di padre in figlio, da sempre. Dal 2000 il Conciato romano è Presidio Slow Food, ed è nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali della Campania.

dosi per 4 persone

rigatini di farro Monograno Felicetti 300
sgombro sott’olio affumicato 1 confezione, ben scolato
friggitelli rossi e verdi, grammi 250
pomodorini piccadilly grammi 150
aglio 1 spicchio
olio e.v. di oliva Nocellara Messinese Agricola Doria
Conciato Romano q.b.
sale, pepe

Lavare bene i peperoncini friggitelli, asciugare. In una pentola mettere olio per frittura (solitamente uso quello di vinacciolo), friggere i peperoncini quando l’olio sarà caldissimo. Usare una schiumarola per toglierli dalla pentola, passare su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
Portare ad ebollizione abbondante acqua per la cottura della pasta in una pentola capiente.
Tagliare in 4 i pomodorini piccadilly, insaporire con due cucchiai di olio e uno spicchio d’aglio in una padella, tagliare a pezzetti qualche peperoncino e metà dello sgombro. Spadellare per 3-4 minuti. Spegnere e tenere in caldo.
Cuocere la pasta molto al dente, trasferire nella padella con il condimento, far insaporire per due minuti.
Servire con il restante sgombro, due friggitelli per ogni piatto, un filo d’olio e.v. a crudo, una macinata di pepe e una grattata di conciato romano.

Rigatini di farro con piccadilly, friggitelli sgombro affumicato e conciato romano

2 thoughts on “Rigatini di farro con piccadilly, friggitelli sgombro affumicato e conciato romano

  1. Anche io amo la pasta di farro e, soprattutto in estate, la uso con condimenti leggeri e freschi, che esaltano il gusto stesso della farina di cui è composta. Io invece amo le paste fredde (non di frigo come a volte mi è capitato di mangiare) e quella di farro si presta bene perché rimane sempre un po’ più croccante della tradizionale. Purtroppo non riesco ad usare le scatolette sott’olio, perché preferisco scolare bene (quelle al naturale) e condire con olio evo. Riconosco comunque che dei buoni filetti di tonno o sgombro sott’olio hanno un sapore del tutto diverso da quelli al naturale.
    Ottima ricetta!
    Rubina

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