Marrakech Mon amour

Marrakech non è il Marocco e il Marocco non è Marrakech
Devo aver sentito questa frase da qualcuno tempo addietro perché mi è rimasta in testa. In effetti questa affermazione non potrebbe essere più corretta: Marrakech non è il Marocco.
La nostra esperienza in questa città incredibile è stata breve, tre giorni per visitare una città immensa e ricca di storia come questa sono davvero troppo pochi, ma il lavoro non ci ha permesso di prenderci più tempo per soffermarci su aspetti più culturali che gastronomici, così c’è rimasta la voglia di tornare per esplorarla maggiormente e con più attenzione e soprattutto per ampliare gli orizzonti verso la costa e il deserto, che resta uno dei luoghi che da sempre desidero vedere, in particolare modo quello marocchino.

Per la mia prima volta a Marrakech ho consultato la guru torinese per eccellenza, Milli Paglieri, creatrice di Hafa Cafè prima e ora di Hafa Storie, profonda conoscitrice della cultura marocchina, dei luoghi, di piccole chicche semi nascoste in città. Il mio pranzo con lei è stato davvero prezioso, perché ho potuto aggiungere alla mappa molti luoghi da non perdere, anche se noi ovviamente non siamo riusciti a vedere tutto!

Abbiamo approfittato del brutto tempo. Appena atterrati il clima ci accolto come aria molto fresca, quasi frizzantina oserei dire, cosa che mi ha colto impreparata anche se mi hanno detto che da quelle parti è la norma, con escursione termica importante dal giorno alla notte. Me l’ero immaginato, ma non pensavo così tanta escursione termica! Poi forse siamo capitati anche nel fine settimana più grigio di questa prima parte di 2017, perché in hotel tutti ci hanno detto che il tempo fino alla settimana prima era semplicemente meraviglioso, con quell’accento francese che adorooooo.

Quando visito una nuova città ed ho poco tempo per fare tutto, scelgo di viverla fuori: scelgo di vivere in strada, nei locali, tra la gente, nei caffè. Amo osservare, mi piace spiare. Amo assaggiare tutto, sono famelica di profumi e sapori, di colori e di spezie. Di mercati e umanità.
Avere solo tre giorni e passare da un museo all’altro in una città come Marrakech, no. Ho pensato che come prima volta non ne sarebbe valsa la pena. Abbiamo camminato tanto e cercato di capire come si vive, come si lavora, come si sopravvive in una città così.

Marrakech, la città rosa

Ci sono cose che mi sono piaciute molto, come la cortesia, la disponibilità, i sorrisi.
Sì, perché quelli se non sono sinceri te ne accorgi subito. Un sorriso falso è come un biglietto da visita sgualcito, come quando qualcuno di stringe la mano per la prima volta e non ci mette vigore, non ti guarda negli occhi mentre lo sta facendo. Ha lo sguardo sfuggente. Ecco, per me con i sorrisi vale la stessa regola. E a Marrakech tanti occhi mi hanno sorriso.


Jardin Majorelle | Yves Saint Laurent -Marrakech

Il cibo è un’immensa porta sul mondo, una porta per scoprire un popolo fiero e antico, aperta sulla tradizione e sulla cultura.

Il Museo di cultura e arte Berbera all’interno del Jardin Majorelle è stata una bellissima scoperta, che consiglio di inserire tra le cose da vedere, se state pensando di andare a Marrakech: suppellettili, gioielli, attrezzature e armi per la caccia, tessuti, abiti tipici e d’epoca, immagini di un mondo quasi completamente scomparso. Immagini magnifiche della cultura berbera, dei luoghi, delle montagne dell’Atlante, dove abbiamo visto la neve, anche se da molto lontano.
La collezione (e il museo) hanno visto la luce grazie alla passione di Pierre Bergé (compagno di Yves Saint Laurent), che dal 1965 ha collezionato centinaia di oggetti berberi.
E il Giardino è qualcosa di magnifico, così bello da rimanere senza parole. Peccato per il tempo, c’era una luce pessima per scattare le foto, cielo bianco latte e quasi nessun contrasto degno di nota per i miei scatti.

Jardin Majorelle Marrakech

Jardin Majorelle Marrakech e Museo Arte e Cultura Berbera

Le cose che invece ci sono piaciute meno: la fatiscenza di certe parti della città, soprattutto della Medina, la cultura completamente differente del rispetto degli animali, con immagini alquanto raccapriccianti di parti di animali vendute per strada come se fossero attrezzi ormai in disuso, magari un cavallo che ha finito il suo scopo di traina di carretto, piuttosto che di trasporto di persone, fatto a pezzi e venduto così, per la strada. Minuscole gabbie con dentro tartarughe piccolissime e altrettanto piccoli camaleonti, che guardavano fuori dalle gabbie con sguardo spaventato e il ghigno sprezzante dei venditori. Il fare eccessivamente pressante degli ambulanti, che anche dopo il terzo o quarto no, non mi interessa, non compro niente ti inseguono e insistono nonostante il tuo scuotere la testa con fare deciso. O quelli che fanno finta di darti indicazioni (che tu pensi, ma guarda che gentile) per poi invece chiederti soldi. I soldi per loro sono la moneta di scambio per qualsiasi cosa, anche per la più semplice delle informazioni.

C’è da dire che, se mai dovessi tornare, non rifarei le stesse cose che ho fatto nel primo viaggio, ma andrei alla scoperta di altre parti della città e sicuramente approfondirei quello che c’è fuori dalle mura.


Per la sistemazione in hotel abbiamo scelto un luogo molto speciale, fuori dal caos del centro, immerso nel verde, tra palme e ulivi secolari, il Royal Palm Marrakech. Ci siamo fatti coccolare per 3 giorni come due principini, una suite magnifica (84 mq!) con vista sull’Atlante, un bellissimo regalo di compleanno che il mio compagno mi ha fatto per i miei 50 anni: il tempo trascorso insieme era più prezioso di qualsiasi oggetto, di qualsiasi regalo materiale potessi ricevere, ed avere ricordi che ci legano a luoghi speciali per me, per noi, vale davvero molto.

Palmeto e ulivi | Royal Palm Marrakech

All’epoca del nostro viaggio il Royal Palm faceva parte della catena di hotel selezionati da The Leading Hotel of the world, residenze magnifiche sparse in tutto il mondo. Ora su Marrakech, con LHW, potete scegliere tra La Mamounia e il Royal Mansour Marrakech.

Cena in terrazza| Royal Palm Fairmont

Piscina SPA- Royal Palm Marrakech

Breakfast at Royal Palm Marrakech- Fairmont

Ho creato una mappa dei luoghi da visitare, i negozi dove fare shopping e i locali dove andare a bere e mangiare (caffetterie e juice bar compresi), tutto molto concentrato, magari voi avrete più tempo di me per scoprire Marrakech.

Cucina tradizionale marocchina, Dar Cherifa| Marrakech

Assolutamente da non perdere: la tradizione di Dar Cherifa (il riad più antico di Marrakech), la bellezza del Riad El Fenn (sbirciate il loro profilo Instagram, vi verrà voglia di trasferirvi a Marrakech), che ha anche uno shop super chic ed un ristorante (per accedere è consigliata la prenotazione), bellissimo boutique hotel. Pausa tè marocchino e frutta fresca (oppure golosi smoothies) a Le Jardin, al centro del Souk 32.


Un caffè dall’aria francese (infatti è situato nel quartiere francese di Guéliz) Grand Cafè de la Poste, perfetto per la colazione ma anche per un aperitivo o pranzo veloce. Da lì potrete raggiungere a piedi Majorelle, circa 15 minuti. Bell’artigianato locale da Mustapha Blaoui. Una pausa di pace e relax lontano dal caos della medina? Andate al Beldi Country Club: piscina, caffè, ristorante, in un’oasi immersa nel verde. Sempre nella Medina, Café des Epices e Nomad.

Grand Cafè de la poste | Guéliz- Marrakech

Borse, abiti (in cotone e seta) da Norya AyroN, bravissima designer, proprio sopra a Le Jardin. Assolutamente da vedere il terrazzino (e il negozio, un petit bijou).

Norya AyroN Boutique| Marrakech

Donne in viaggio: qualcuno mi ha chiesto se Marrakech è indicata a donne che viaggiano da sole. Vi rispondo sì. Ho un’amica che c’è stata durante lo scorso capodanno e mi ha detto che non ha avuto assolutamente nessun problema. A parte i venditori insistenti nei Souk, il resto è decisamente fattibile senza pensieri.

Norya AyroN Boutique| Marrakech

Internet e telefono: vi consiglio di acquistare una sim locale con traffico dati: sarà tutto molto più semplice, potrete utilizzare la mappa su smartphone senza perdervi nella Medina.

Assicurazione di viaggio: non mi stancherò mai di ripeterlo, fate un’assicurazione di viaggio prima di partire, oppure se pensate di viaggiare molto durante l’anno, fatene una annuale. Prima di partire per il Marocco ho scoperto Holins, che ha buone tariffe, sia per viaggio singolo che per quello annuale e sono modulari. Altrimenti Columbus Assicurazioni. Preferisco rinunciare ad un paio di cene all’anno, ma partire serena.

Le Grand Sud Marocain | © Authentique Nomad

Escursioni in 4×4: per scoprire il deserto del Marocco, il Grand Sud Marocain, appoggiatevi a dei professionisti come Authentique Nomad. Il Marocco vale un lungo viaggio, ma se non siete viaggiatori esperti, meglio rivolgervi a chi conosce i luoghi alla perfezioni e può farvi provare emozioni uniche. Hanno anche un profilo Instagram che racconta il quotidiano e i viaggi.

*L’amica Federica Giuliani sul suo blog Travel to Taste racconta itinerari autentici immersi nel blu da fare in Marocco (e non solo).

Dar Cherifa Marrakech

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